Il messaggio per la GMG di quest’anno sogna che tutti i giovani siano “saldi nella fede, radicati e fondati in Cristo“.
Ma cosa vuol dire avere fede?
Significa avere soprattutto uno sguardo capace di andare oltre le cose, per cogliere la Bellezza nascosta in esse…
Lo sguardo che abbiamo su noi stessi, sugli altri, sul mondo, perfino su Dio, è esposto alle suggestioni che, a partire dal cuore, affiorano agli occhi “da dentro”: tristezza, sfiducia, delusione, pregiudizi, noia, paura, avvelenano il cuore e portano a non vedere più bene. Si crede di vedere, e così si arriva a non credere più a nulla. Un po’ alla volta, gli occhi si abituano a una vita disabitata da Dio, brutta, o semplicemente “normale”. Il desiderio di vita si appiattisce, si riduce a rubare qualche emozione…
“Eh, come la fai complicata!”, si dirà. “La mia vita va bene così…”. “Eppure ci manca sempre qualcosa”, canta Niccolò Fabi…
“Beati i puri di cuore, perché vedono Dio”, dice Gesù. Lui, nella sua vita di uomo, non aveva una super-vista da super-uomo, aveva l’attenzione di tenere il cuore libero e la passione di cercare il Padre in ogni cosa, perché sapeva che Dio era sempre vicino e che il suo cuore era fatto per Lui. Per restituirci uno sguardo puro non ha esitato a diventare cieco lui: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato”, urla dalla croce. Per conoscere meglio il nostro cuore, lui, Luce del mondo, ci dona la sua Parola. Per tenere il cuore libero, ci dona il Sangue e lo Spirito, usciti dal suo cuore spaccato.
La festa, con semplicità, vuole essere:
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prima di tutto, un’occasione per stare insieme tra giovani della stessa terra e della stessa chiesa
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poi, un invito a cercare il bello: nella nostra storia passata, nel nostro presente…
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infine, un modo per fissare gli occhi su Gesù in croce e fidarci della sua Bellezza.
Così da diventare saldi nella fede, avere in lui radici e fondamento. E cominciare già a ballare i passi della risurrezione…